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Proviamo a
lavorare la creta, diamole forma e colore aspetto e
funzione. E' come intervenire nella creazione; ci vuole
l'umiltà dell'apprendista e l'orgoglio del demiurgo la
storia la tecnica si ricapitolano nel nostro gesto si può
allora dire RAKU, spiegare lontane origini e scopi remoti,
evocare paesaggi e culture, oppure si può tacere, lanciando
qualcosa di nuovo nel divenire così si manifesta la
creazione, così l'uomo-pensiero, l'uomo-sentimento,
l'uomo-volontà, afferma nell'atto del suo lavorare l'impulso
a passare da creatura a creatore.
Con queste
premesse è probabile che Giudo Martello proclami con vigore
la propria innocenza. E forse è proprio tale innocenza ch e
guida la sua mano e la trattiene mentre cerca l'essenziale,
mentre immagina i suoi ossidi disegnare nuovi linguaggi.
Sta a noi completare l'opera, ricostruendo con altro
percorso quanto da lui fatto.
Lasciamoci
compenetrare dalle forme e dai motivi sempre molto
essenziali. Forse i nostri sentieri corrono paralleli,
talvolta divergono, altre volte persino si... intrecciano.
Giorgio
Ferghina |
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La ceramica, i
pannelli, gli argenti, per creazioni intorno all’uomo. Il
sentimento, la passione, il pensiero, per forme in continuo
movimento, Guido Martello, dietro un nome l’anima di un
maestro artigiano.
Nel centro
storico di Levico Terme il suo laboratorio, fucina artistica
dove la bellezza viene plasmata in espressioni d’arte. I
risvolti amari della vita, la sensibilità dell’uomo e i
misteri dell’inspiegabile divengono suono tra le pieghe del
mondo. Quel suono che percepiamo a contatto con le sue
opere, quel sibilo di vita, in magma incandescente, che
fluisce dalle sculture in ceramica Raku. Una tecnica
giapponese che consente l’estrazione dal forno appena il
rivestimento raggiunge il punto di fusione. Lo shock
termico, dovuto al raffreddamento, conferisce all’oggetto un
aspetto invecchiato e pregiato. E’ una tecnica legata alla
filosofia Zen e Martello nei suoi lavori, ne trasporta il
senso e il valore, andando oltre il semplice concetto
estetico.
In Martello
gesto e segno confluiscono nella perfetta integrazione tra
simbolo e origine, tra la sacralità del significato e
l’espressione dell’immagine , tra la consapevolezza
dell’esistenza e la forza di trasportare tutto questo, in
lavori che dipingono pensieri e sensazioni e l’anima in
emozioni. Il percorso artistico di Guido Martello è una
continua crescita interiore, una ricerca nell’individualità,
nell’intimo, nell’essenza del processo creativo, per un
dialogo tra le proprie idee, la propria concezione e la
realtà riflessa nella materia. Un dialogo sonoro tra
l’inconscio, il proprio intimo e il mondo, un dialogo che
fluisce dentro i meandri della memoria, lasciando allo
spettatore la libertà decodificare o di perdersi dentro
l’opera. L’opera diviene, così, palcoscenico e lo sguardo ne
registra le scene in sequenza in una panoramica più ampia,
quella della lucida espressività dell’essere.
Una maturità
artistica-creativa raggiunta con i pannelli, geometriche
percezioni nell’ordine simmetrico di linee e tratti. Il
rigore, l’equilibrio e la bellezza pura, spezzando la carica
gestuale frenando l’impulso cosmico in tensioni vorticose
che generano armoniche proporzioni fra l’invisibile, il
volutamente celato e l’esplosione dell’energia cosmica in
plasticità formale.
Punti, segni,
elissi, cerchi, nella aromaticità cadenzata di un’illusione
bloccata sul nascere, di una danza rituale irretita
nell’indifferenza della realtà sfuggente, di un’anima in
fuga da noi stessi, ritrovata poi nell’abisso silenzioso di
un urlo disperato.
Tra arte e sogno, realtà e arte, libere associazioni di
idee, si arrestano, in un gioco di forze contrastanti, nella
percezione di Martello e irrompono nella sua pulsione e nel
suo saper vivere attraverso l’anima del maestro – artigiano
per poi esistere e creare l’artista.
Antonella
Iozzo |